7 incontri online · 21 settembre – 14 dicembre 2026

Credevo di averci già lavorato…

perché mi fa ancora così male?

Perché riconoscere una ferita non significa che non verrà più toccata. Significa poterla incontrare, questa volta, da un luogo diverso.

QUANDO IL PRESENTE TOCCA UNA FERITA ANTICA

A volte basta molto poco.

Un silenzio, una distanza, una critica, qualcuno che non risponde come speravamo, e dentro di noi accade qualcosa che sembra molto più grande di ciò che sta succedendo.

Possiamo sapere perfettamente di essere adulti, possiamo aver lavorato tanto su di noi, aver compreso la nostra storia e riconosciuto molte delle nostre ferite, eppure in alcuni momenti ci ritroviamo ancora a reagire con paura, rabbia, chiusura, bisogno di conferme o con quella sensazione antica di non essere abbastanza, di non essere scelti, visti o amati.

Non significa necessariamente che siamo tornati indietro.

Può significare che il presente ha appena toccato qualcosa che viene da molto più lontano.

IL BAMBINO NON STA REAGENDO AL PRESENTE

Quando siamo piccoli non abbiamo ancora gli strumenti dell’adulto per comprendere ciò che ci accade.

Se ci sentiamo rifiutati, lasciati soli, umiliati, traditi o trattati ingiustamente, non possiamo dirci: “Questa esperienza parla dell’altro, non del mio valore.”

Possiamo soltanto sentirla.

E per continuare ad avere amore, appartenenza e sicurezza impariamo molto presto a proteggerci.

C’è chi si ritira, chi cerca continuamente conferme, chi impara a compiacere, chi controlla, chi diventa forte e non chiede più niente a nessuno.

Quelle strategie un tempo ci hanno protetto.

Il problema è che possiamo continuare a utilizzarle anche molti anni dopo, quando quel bambino è diventato adulto e la situazione che stiamo vivendo è completamente diversa.

Ed è per questo che, a volte, una piccola cosa che accade oggi sembra avere il potere di portarci molto lontano.

QUESTA VOLTA C’È ANCHE L’ADULTO

Quel bambino non ha bisogno che gli diciamo che non dovrebbe più avere paura, che ormai è passato tanto tempo o che ciò che è accaduto non dovrebbe avere ancora così tanto potere.

E non ha bisogno nemmeno della promessa che nessuno lo rifiuterà, lo abbandonerà, lo umilierà, lo tradirà o lo tratterà ingiustamente.

Perché non possiamo prometterglielo.

Quello che possiamo fare, oggi, è qualcosa di diverso.

Possiamo imparare a riconoscere quando è lui che si sta facendo sentire, accorgerci delle strategie che mette ancora in atto per proteggerci e, invece di giudicarle o cercare di eliminarle, cominciare a comprenderle.

Possiamo diventare quella presenza adulta che allora non poteva esserci.

Non per cancellare ciò che è accaduto.

Non per convincere quel bambino che non sentirà mai più dolore.

Ma per potergli dire:

Questa volta non sei solo.
Ci sono anch’io.

È DA QUI CHE NASCE QUESTO PERCORSO

Le ferite del nostro Bambino Interiore nasce per creare uno spazio in cui poter osservare ciò che accade dentro di noi quando una ferita antica torna a farsi sentire nel presente.

Non sarà un percorso per stabilire “quale ferita hai”, né per aggiungere un’altra etichetta alla nostra storia.

E non lavoreremo con l’idea di dover eliminare, superare o guarire una volta per tutte ciò che ci ha fatto male.

Incontreremo, una alla volta, le cinque ferite del rifiuto, dell’abbandono, dell’umiliazione, del tradimento e dell’ingiustizia, per riconoscere come possono manifestarsi oggi, quali strategie abbiamo imparato a utilizzare per proteggerci e che cosa accade nelle nostre relazioni quando quelle antiche protezioni si attivano ancora.

Ma soprattutto, incontro dopo incontro, proveremo a spostare lo sguardo.

Dalla ferita al bambino che la sente.
Dalla reazione alla protezione che si nasconde sotto.
Dal giudizio all’ascolto.

Perché non si tratta di dire a quel bambino che ormai dovrebbe stare bene.

Si tratta di imparare a rimanere con lui quando non sta bene.

IL PERCORSO IN 7 INCONTRI

Dal 21 settembre al 14 dicembre alle ore 21 ci incontreremo ogni due settimane, attraversando un percorso che parte dall’incontro con il Bambino Interiore, attraversa le cinque ferite e si conclude con un tempo dedicato all’integrazione.

Ogni incontro sarà un passaggio del cammino, non una lezione isolata, perché ciò che emergerà durante una serata potrà continuare a essere osservato, ascoltato e accompagnato anche nei giorni successivi.

21 SETTEMBRE

L’incontro con il Bambino Interiore

Il primo incontro sarà dedicato a entrare in contatto con quella parte di noi che ha imparato molto presto ad adattarsi, proteggersi e trovare il proprio modo per sentirsi amata e al sicuro.

5 OTTOBRE

La ferita del rifiuto

Incontreremo la paura di non avere un posto, di non essere accolti per ciò che siamo e le strategie che possiamo aver imparato per proteggerci dal sentirci rifiutati.

19 OTTOBRE

La ferita dell’abbandono

Osserveremo ciò che accade quando sentiamo che qualcuno non c’è come vorremmo, quando abbiamo bisogno dell’altro e quando la distanza riattiva una paura molto più antica.

2 NOVEMBRE

La ferita dell’umiliazione

Incontreremo quella parte che può aver imparato a vergognarsi dei propri bisogni, del proprio corpo, delle proprie emozioni o semplicemente di essere ciò che è, fino a mettere spesso gli altri prima di sé.

16 NOVEMBRE

La ferita del tradimento

Osserveremo cosa accade quando la fiducia viene toccata, il bisogno di mantenere il controllo e quelle strategie che possono nascere dal timore di affidarsi e poi essere delusi.

30 NOVEMBRE

La ferita dell’ingiustizia

Entreremo in contatto con quella parte che può aver imparato a essere forte, esigente con se stessa, a controllare le emozioni e a cercare di fare sempre la cosa giusta per sentirsi riconosciuta e rispettata.

14 DICEMBRE

Integrazione – L’adulto che rimane

Nell’ultimo incontro raccoglieremo ciò che abbiamo attraversato, non per chiudere definitivamente le nostre ferite, ma per riconoscere con maggiore consapevolezza quando tornano a farsi sentire e sperimentare una possibilità nuova: rimanere accanto al bambino che ancora le sente.

COME LAVOREREMO INSIEME

Non saranno incontri da ascoltare soltanto. Ogni serata sarà uno spazio di esperienza, osservazione e ascolto, nel quale alterneremo momenti di condivisione, esercizi, pratiche e meditazioni per entrare in contatto con ciò che si muove dentro di noi.

Il lavoro non finirà quando chiuderemo il collegamento: tra un incontro e l’altro avremo uno spazio in cui continuare ad accompagnare ciò che sarà emerso.

Il Diario personale

Ogni partecipante avrà un proprio Diario che ci accompagnerà durante tutto il percorso, uno spazio personale in cui fermare ciò che emerge negli incontri, ascoltare le proprie reazioni e continuare a osservare ciò che si muove nei giorni successivi.

Meditazioni e pratiche esperienziali

Durante gli incontri utilizzeremo meditazioni e pratiche esperienziali per andare oltre la sola comprensione mentale e portare l’attenzione a ciò che sentiamo, alle emozioni, alle reazioni e a ciò che il corpo può raccontarci.

Esercizi di osservazione

Attraverso domande ed esercizi guidati porteremo l’attenzione alle situazioni della vita quotidiana in cui le nostre ferite possono riattivarsi, per riconoscere più facilmente reazioni, bisogni e strategie di protezione che spesso mettiamo in atto in modo automatico.

Condivisione durante gli incontri

Durante ogni incontro ci sarà spazio, per chi lo desidera, per condividere ciò che è emerso, ascoltare le esperienze degli altri e lasciare che anche il confronto diventi parte del percorso, sempre nel rispetto dei tempi, dei confini e della sensibilità di ciascuno.

Il gruppo WhatsApp riservato

Tra un incontro e l’altro il percorso continuerà all’interno di un gruppo WhatsApp riservato ai partecipanti, dove condividerò riflessioni, domande, piccole pratiche e brevi audio per accompagnare ciò che sarà emerso e continuare a osservarlo nella vita quotidiana.

QUESTO PERCORSO PUÒ ESSERE PER TE SE…

Ti accorgi che alcune situazioni del presente riescono ancora a toccarti molto più profondamente di quanto vorresti.

Hai già lavorato su di te, hai compreso molte cose della tua storia, eppure ci sono reazioni che continuano a tornare e a volte ti chiedi perché siano ancora lì.

Una distanza, un silenzio, una critica, il sentirti escluso, non visto o non considerato possono risvegliare emozioni molto intense, anche quando una parte di te sa che ciò che sta accadendo oggi non è ciò che è accaduto allora.

Ti riconosci in alcune strategie che utilizzi per proteggerti: allontanarti, compiacere, controllare, cercare conferme, diventare forte, non chiedere aiuto o cercare di non avere bisogno di nessuno.

Senti che non ti basta più capire da dove arrivano certe reazioni, ma desideri imparare a riconoscerle mentre accadono e ad ascoltare ciò che stanno cercando di proteggere.

E soprattutto senti il desiderio di incontrare il tuo Bambino Interiore non come qualcosa da aggiustare, ma come una parte di te con cui costruire, finalmente, una relazione diversa.

Non è necessario sapere già quale sia la tua ferita.
Partiremo proprio dall’ascolto di ciò che c’è.

CHI TI ACCOMPAGNERÀ

Sono Elena Diforti e da molti anni accompagno le persone in percorsi di conoscenza di sé, ascolto e consapevolezza.

Ma questo percorso non nasce soltanto dalle mie formazioni o dagli strumenti che utilizzo nel mio lavoro.

Nasce anche dalla mia esperienza.

Per molto tempo ho pensato che comprendere una ferita, riconoscerne l’origine e averci lavorato significasse, in qualche modo, averla superata. Poi la vita mi ha mostrato che alcune ferite possono tornare a farsi sentire, anche dopo anni e anche quando pensiamo di conoscerle molto bene.

E per molto tempo, quando accadeva, la mia prima reazione era giudicarmi.

“Com’è possibile che io sia ancora qui?”

È stato proprio cambiando questa domanda che qualcosa ha iniziato a cambiare anche nel mio modo di guardarmi.

Ho cominciato a chiedermi non più come fare per non sentire quella ferita, ma chi dentro di me la stesse ancora sentendo e di che cosa avesse bisogno in quel momento.

È anche da questa esperienza che nasce Le ferite del nostro Bambino Interiore: dal desiderio di creare uno spazio in cui non dobbiamo dimostrare di essere guariti, risolti o arrivati da qualche parte, ma possiamo imparare a riconoscere ciò che accade dentro di noi e, questa volta, provare a non lasciarci soli.

LE PAROLE DI CHI HA CAMMINATO CON ME

Claudia 

“Ho trovato un percorso che mi permette di portare avanti il mio processo di individuazione personale in modo continuativo, con un sostegno giornaliero profondo e nello stesso tempo non invasivo, all’interno di un gran bel gruppo. Elena è una professionista molto capace, che fa sentire a casa, e con i piedi per terra pur in un ambito olistico.”

Elisabetta 

“Ho trovato in Elena una sincera intenzione di voler portare la sua esperienza e formazione al servizio per aiutare chi si sente di approfondire il proprio viaggio interiore. Un approccio dolce e delicato, a mio parere, non scontato.”

Carla 

“Elena non è solo un’operatrice olistica multi preparata, è un’anima che cammina con Amore e lo senti. Attraverso tutte le tecniche che sa far mettere in pratica mi ha donato più vite evolutive.”

SE SENTI CHE È IL MOMENTO

DI INIZIARE QUESTO CAMMINO

LE FERITE DEL NOSTRO BAMBINO INTERIORE

7 incontri online, dal 21 settembre al 14 dicembre 2026 alle ore 21

Ci incontreremo ogni due settimane, all’interno di un piccolo gruppo di massimo 15 partecipanti, per attraversare insieme l’intero percorso.

Investimento per l’intero percorso

€ 210 in un’unica soluzione
anziché €245

oppure

7 quote da € 35, una in corrispondenza di ciascun incontro
Totale € 245

L’iscrizione è all’intero percorso, anche scegliendo il pagamento in 7 quote.

Se non potrai partecipare a uno degli incontri, riceverai la registrazione delle parti da me condotte. Per tutelare la riservatezza del gruppo, le condivisioni personali dei partecipanti non verranno registrate.

HAI ANCORA QUALCHE DUBBIO?

Se senti che questo percorso potrebbe essere per te, ma prima di iscriverti hai bisogno di farmi una domanda o di capire meglio se è il momento giusto per partecipare, puoi contattarmi direttamente.