Febbraio apre una soglia più profonda del Cammino con Gaia.
Non chiede slancio, ma presenza.
Non chiede forza urlata, ma forza abitata.
Per attraversarla servono radici.
Radici che affondano nella terra del corpo, nel sentire, nei confini che ci permettono di dire: qui ci sono io.
I confini non sono muri, sono il terreno che sostiene.
Senza radici ci disperdiamo, cediamo potere, ci adattiamo per paura.
In natura nulla cresce senza confini.
La riva contiene il fiume, la pelle custodisce il corpo,
la corteccia protegge l’albero.
Le radici tengono, mentre la vita sale.
Ed è proprio da qui che nasce il fuoco.
La seconda porta del Cammino con Gaia è la Custode del Fuoco.
Il fuoco non vive in alto, vive nel centro.
Scalda le viscere, accende il desiderio, dà forza all’azione.
Ma il fuoco ha bisogno di essere custodito.
Senza radici che lo tengano, diventa incendio.
Senza confini, consuma invece di nutrire.
Custodire il fuoco significa conoscere il proprio spazio.
Sapere quando dire sì senza tradirsi.
Sapere quando dire no senza chiudere il cuore.
È potere interiore che non invade e non si spegne.
Febbraio ci chiede di ascoltare entrambe le direzioni:
verso il basso, dove affondano le radici, e verso il centro, dove arde la fiamma.
Dove ho bisogno di radicarmi di più per non disperdere il mio fuoco?
Dove sto trattenendo il fuoco per paura di sentire?
Quando radici e fuoco dialogano, la forza smette di essere sforzo.
Diventa stabilità che arde.
Presenza che scalda.
Potere che sa custodire la vita.
Ed è così che la Custode del Fuoco cammina con Gaia:
con i piedi nella terra e il cuore acceso.